Cos'è?
Dal 18 luglio al 16 agosto al Centro espositivo comunale con ingresso gratuito
dal martedì alla domenica dalle 18:00 alle 22:00 (lunedì chiuso)
Mostra a cura di Alessandro Schiavetti
Nel punto numero cinque del Manifesto tecnico del gruppo degli Irrazionali, si legge testualmente “Ci opponiamo alle mode e alle tendenze del mercato dell’arte, immunizzandoci alle influenze esterne che ne corrompono la purezza”. Basterebbe questo per capire il distacco prorompente che il gruppo di artisti decideva di imporre al proprio regime creativo, un tragitto libero e privo di imposizioni, liberato da vincoli di stile, ma soprattutto coeso nelle idee e basato su un viaggio di emozioni istintive, dettate da sensazioni lucide e provenienti dal profondo animo di ognuno dei componenti del gruppo stesso. Un messaggio odierno, coevo, incredibilmente contemporaneo.
Gli Irrazionali sono stati attenti osservatori della società e impavidi ideatori d’arte in un’area geografica dove la stabilità dell’attinenza aveva basato i pilastri di un vero e proprio credo tecnico e teorico che è durato moltissimi anni. Guidati e spinti dalla frenesia innovatrice di Bottai, e svestiti dal consueto approccio macchiaiolo, gli Irrazionali tennero molte conferenze sia in Toscana che fuori regione, ottenendo inizialmente diffidenza, infine applausi e apprezzamenti.
Questo gruppo di artisti, di cui il Bottai era il vero e proprio teorico era formato dal pittore e scultore Gino Donati, dal pittore Ellenio Mischi, dal pittore e sculture Franco Paoli, dal pittore e performer Enrico Mori, dal pittore e ceramista Mauro Gani, e dal pittore e critico Guido Guideri. Un gruppo unico per idee, concezioni e sperimentazioni artistiche; un gruppo che mirava a denudare la visione del vero dai suoi abiti tradizionali, donando al vero stesso tutto quello che una primordiale irrazionalità ben sussurrata dall’animo di ognuno dei membri dello stesso insieme, voleva mettergli addosso.
Nella mente di Bottai, e degli Irrazionali, nascono idee nuove, trasposte poi in pittura e sperimentazioni che scardinavano parte della cultura tradizionale che ha sempre visto qualsiasi attività legata al non cosciente una vera e propria alienazione, eliminando di fatto tutto ciò che vi è distante.
Gli irrazionali così ragionavano sempre meno, e dipingevano sempre di più, eliminando lo scontato e in fiero contrasto con la parte più razionale della pittura; con contrasti interiori, vibrazioni, istinti e visioni, per un decennio intero si distaccarono dalla macchia e da tutto quello che ne era conseguente. Ma soprattutto non seguivano imposizioni pregresse o mode imposte, contemplando e divulgando artisticamente un senso di libertà senza confine.
Luogo
Date e orari
18 Luglio
16
Agosto
Costi
ingresso gratuitoContatti
A chi è rivolto
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